• Pubblicata il:
  • Autore: LINA ESSE
  • Categoria: Racconti orge
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UN'ORGIA CON MIO MARITO - parte terza

UN'ORGIA CON MIO MARITO - parte terza

Non avevo mai goduto così tanto. E' stato un "triplete" eccezionale. Salvo mio marito , nessuno degli altri ha avuto niente a che fare con me, ne' prima ne' dopo. E così tutti abbiamo goduto di un piacere puramente fisico, senza implicazioni sentimentali. Anche Bastiano sembrava soddisfatto.
Dopo aver congedato i suoi amici, mi ha offerto un altro bicchiere di Vermentino.
- Tesoro, puoi appoggiarti a pecora contro il tavolo?
Non ho esitato, perchè avrei dovuto? Pensavo volesse scoparmi anche lui. In fondo, era mio marito. Invece è andato in camera da letto e si è presentato con una frusta di bambù.
- Dài, non fare lo scemo, non vorrai mica...
Il suo ghigno non prometteva niente di buono, infatti ha cominciato a frustarmi davvero.
- Ahia, mi fai male! Ma che cazzo fai? Sei impazzito?
- Voglio incularti anch'io, è mio diritto. E lo voglio fare con un culo bello caldo. Si sta scaldando?
- Dài... piantala!
Per un po', ha continuato come se non mi avesse sentito, poi ha smesso e mi ha infilato qualcosa nell'ano. Credevo fosse il suo pene e l'ho lasciato fare. Mi piaceva, era particolarmente duro ed ero ancora infoiata dalla doppia penetrazione di poco prima. Ho goduto in fretta, ma lui non veniva mai.
- Sono esausta, perpiacere sborrami dentro e andiamo a letto...
Lui ridacchiava e continuava a montarmi pizzicandomi le chiappe. Dopo altri 5 minuti, per caso, il mio sguardo è caduto sullo specchio del salotto. Non era il suo cazzo. Era il manico della frusta!
Mi sono sfilata e l'ho insultato.
- Ma chi ti credi di essere? Mi fai scopare dai tuoi amici e poi ti diverti coi giochetti sado-maso? Non sono mica una puttana!
- Invece è proprio questo che sei: una stupida puttana!
L'ho mandato affanculo e sono andata in camera da letto, mentre lui ha dormito su una poltrona.
Il mattino seguente, mi ha svegliato portandomi la colazione a letto e se n'è andato subito. Sul vassoio c'era un biglietto: "Voglio il divorzio, sei solo una puttana...".

FINE

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