• Pubblicata il:
  • Autore: FEDERICO AMARCORD
  • Categoria: Racconti mature
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LA ROSPA 2 - parte prima

LA ROSPA 2 - parte prima Sono passati 22 anni da quando mi sono scopato Antonella, la titolare che mi tiranneggiava, ed ho dato le dimissioni da quell'azienda. Allora lei aveva 50 anni e due settimane fa, quando l'ho rivista, ne aveva 72. Verso sera, passavo in macchina nel suo paese e non ho resistito alla curiosità di verificare se abitava ancora lì. L'ho vista in giardino, una vecchia cicciottella che innaffiava i fiori ormai secchi. Ho parcheggiato lì vicino e l'ho raggiunta. - Buonasera Antonella, si ricorda di me? Ha alzato lo sguardo, si è sistemata gli occhiali e, malgrado la barba, mi ha subito riconosciuto. - Federico! Qual buon vento... cosa ci fai qui? Cerchi lavoro? - No grazie, sono io che ho dato le dimissioni e non ho cambiato idea... - Sei sempre stato uno strano, però eri simpatico... - E già, talmente simpatico che mi rimproverava sempre... - Questo è il mestiere di noi industriali, dobbiamo tenere i dipendenti sotto controllo... Dài, vieni dentro... Ho aperto il cancelletto pensando: "Stai tranquilla, vedrai che ti vengo dentro eccome!". Una stretta di mano e mi ha invitato in casa. - Vuoi un bicchiere di tè freddo, una limonata? - Se ce l'ha, una birra a temperatura ambiente... - Ce l'ho, ce l'ho... ma quanti anni son passati? - 22... Suo papà è ancora al mondo? - Nooo, è morto da un pezzo... - E suo fratello sta bene? - Sì, ha smesso di fumare e, insieme a me e mia figlia Flavia, guida l'azienda di famiglia. Lei s'è sposata con un ingegnere di Bologna ed hanno già due figli... - Bene, e lei... lei è rimasta sempre vedova, si è risposata, ha un compagno? - Nooo, solo qualche storia di poca importanza. Sai, in paese la gente chiacchiera, e poi ormai sono troppo vecchia per il sesso... Non c'era motivo di tirarla per le lunghe, lei aveva 18 anni più di me, era sbudenfia, sola in casa e faceva un caldo da porci. - Non si è mai troppo vecchi per il piacere e lei ha un aspetto ancora seducente. Si ricorda? Mi trattava malissimo e mi ha costretto a cercare un altro lavoro. Poi, quella sera... io ci penso ancora, e lei? Il suo viso pieno di rughe e con un accenno di peluria sotto il naso, si è illuminato di un sorriso malizioso. Era lusingata da ciò che le avevo detto e non aveva nulla da perdere, anzi! Senza indugiare, mi sono tolto calzoncini e boxer e sono rimasto solo in camicia e mocassini. Il mio bel pene flaccido e scappellato faceva pandant con una una bella maronaia grossa e dilatata per il caldo. Lei mi ha guardato proprio lì ed è rimasta immobile fingendo un turbamento, un'emozione inaspettata. Le ho preso una mano, l'ho appoggiata sul mio cazzo e l'emozione fasulla è svanita. Ha cominciato immediatamente a farmi una sega ritmata, piano piano, forte forte, da vera esperta. Quando l'ho sentito ingrossarsi, l'ho spinto contro la sua pancia (differenza di statura: 1,90 m. contro 1,61 m.), ho percorso il contorno labbra con delicati bacetti fino a piantarle la lingua in gola. Dopo un po' morsi e ciucciamenti, mi sono seduto col cazzo dritto e le ho chiesto di spogliarsi. CONTINUA

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04/10/2016 01:10

vittorio

si max , daccordissimo!

03/10/2016 17:20

max

Racconti come questo fanno vomitare ancora più di quelli di Corrado

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